Il "Piano Casa" della Regione Lazio prorogato al 2017

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La principale novità è la proroga del Piano Casa per altri 2 anni, fino al 31 gennaio 2017. Ci sono ancora due anni di tempi quindi per presentare ai Comuni le domande di ampliamento degli immobili esistenti, di demolizione e ricostruzione e di cambio di destinazione d’uso.
 
Di conseguenza si allungano di 24 mesi anche gli altri termini temporali previsti dalla legge, come il titolo in base al quale si possono fare gli interventi, che deve essere stato rilasciato entro il 31 dicembre 2013 e non più entro il 28 agosto 2011.
 
Numerose le modifiche che la nuova legge apporta alla legge istitutiva 21/2009 (modificata da ultimo dalla 12/2012).

Viene eliminata la premialità che consisteva in un aumento di cubatura del 10% sulla volumetria prevista dal piano attuativo del piano regolatore per le costruzioni in aree libere edificabili. Di conseguenza la premialità consiste solo nel cambio di destinazione d’uso.
 
Sono introdotte norme che vincolano le risorse aggiuntive derivanti dal Piano Casa alla realizzazione di opere e servizi pubblici; se non è possibile realizzarli, è prevista la ‘monetizzazione degli standard urbanistici’, ossia un pagamento sostitutivo vincolato alle modifiche introdotte.
 
Sale dal 30 al 10% la percentuale dei nuovi interventi sulle aree libere da destinare ad housing sociale. Per quanto riguarda invece gli interventi sull’esistente, cioè sugli edifici dismessi o mai utilizzati al 31 dicembre 2013, la percentuale passa dal 30 al 43%, con un ulteriore 10% se l’housing sociale riguarda altri edifici già realizzati o in costruzione, di proprietà dello stesso soggetto privato.
 
Si favoriscono gli interventi di rigenerazione urbana (demolizioni e ricostruzioni, cambi di destinazione) sulla città costruita, aumentando del 50% gli oneri di costruzione nelle aree non edificate.
 
È prevista la possibilità di eseguire interventi di sostituzione edilizia nelle fasce di rispetto, a patto che la ricostruzione avvenga nello stesso lotto o in uno confinante al di fuori delle fasce stesse.

Viene stabilito il principio della ruralità multifunzionaleattraverso l’introduzione delle attività connesse e compatibili con la destinazione agricola quali: agriturismo e turismo rurale; trasformazione e vendita diretta di prodotti agricoli; ristorazione e degustazione dei prodotti tipici; attività culturali, didattiche, sociali e teraupetiche-riabilitative. Tali attività saranno disciplinate da apposito regolamento.
 
Si darà poi la possibilità di demolire, ricostruire con sagoma diversa e delocalizzare all’interno della stessa azienda agricola gli edifici esistenti e consentirne la rifunzionalizzazione per altre attività agricole o per quelle connesse e compatibili, senza modificarne la destinazione.